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Sette pesci che è meglio lasciare in natura sticky icon

Vi segnalo questo articolo su Pactical FishKeeping:

in cui si elencano 7 specie di pesci, purtroppo comunemente in commercio, e che sarebbe meglio lasciar vivere nei loro ambienti naturali, visto che nelle nostre vasche NON POSSONO in nessun caso divetare adulti.

Le specie segnalate sono:

  1. Il Pangasius: quelli in commercio sono piccoli, "cuccioli", da adulti superano il metro di lunghezza.
  2. Il Pacu, Colossoma macropomum: anche loro diventano giganti di un metro di lunghezza (per non parlare del peso: 40 kg di pesce)
  3. Il pesce mandarino, Synchiropus splendidus, che ha una dieta che con le conoscenze attuali non si riesce a soddisfare negli acquari marini
  4. Il "pesce gatto dalla coda ross", Phractocephalus hemioliopterus: vale il discorso dei Pangasius, quelli in vendita sono "cuccioli", da adulti superano il metro.
  5. L'amico di Nemo, Zanclus cornutus: come il mandarino, ha una dieta che non si riesce a soddisfare in acquario
  6. Puntius denisonii: purtroppo sembra che sia proprio la cattura ai fini acquariofili che ne sta mettendo in pericolo la sopravvivenza in natura... Vanno comprati SOLO ED ESCLUSIVAMENTE se si è sicuri che sono riprodotti in cattività.
  7. Un altro pesce marino: Labroides dimidiatus, le cui esigenze nutritive non riescono quasi mai ad essere soddisfatte in acquario.

I pesci elencati sono quelli che, senza alcun dubbio, non arriveranno a diventare adulti se allevati in acquario. Resta il fatto che sono pesci regolarmente in commercio, in quanto molto richiesti dagli "acquariofili".

Visto che siamo così stupidi da non arrivare a capire da soli che non possiamo allevare un Pangasius perchè da adulto supera il metro di lunghezza, perchè non ne viene semplicemente vietato il commercio?
Perchè non è possibile vietare il commercio dei pesci che rischiano l'estinzione?
Dopotutto, vengono comprati al solo scopo di guardarli nuotare dentro una vasca finchè non muoiono, non sono indispensabili alla nostra sopravvivenza... E non credo siano indispensabili neanche alla sopravvivenza di chi li cattura in natura, possono benissimo catturare specie più adatte all'allevamento in acquario, e quelle più abbondanti, che non rischiano di sparire dalla faccia della terra...

Mimetismo... sticky icon

Alcuni esempi di mimetismo che ho trovato oggi sul web:

Due nuove specie di Corydoras sticky icon

Vi segnalo questo articolo su PFK:

Oltre alla descrizione dei due cory appena descritti scientificamente, ci sono anche le foto, davvero splendidi :-)

Pesci "a Km 0" sticky icon

E' un discorso che ho affrontato molte volte , ma che ribadisco ogni volta che sento qualcuno che scopre per la prima volta che i pesci che ha comprato in negozio sono stati catturati in natura, nel loro habitat naturale, e non allevati e riprodotti in cattività.

Purtroppo sono ancora troppo pochi quelli che vanno a comprare i pesci con la consapevolezza che possono trovare pesci d'allevamento e pesci di cattura, e per questo avrei una richiesta da fare ai negozianti: perchè non scriverlo, accanto al nome della specie messo davanti alla vasca, se è un "pesce d'allevamento" o se è un "pesce di cattura"?
Sarebbe una informazione in più per i clienti, un aiuto nella scelta, un aiuto anche nella scelta del negozio, perchè dimostrerebbe un'attenzione in più verso la clientela...

Sono talmente tanti i pesci che ormai sono riprodotti in cattività, che la mia speranza è che prima o poi il commercio dei pesci prelevati in natura venga proibito, per lasciare in commercio solo i pesci d'allevamento...
molto utopico, vero? :-(
Utopia per utopia, vorrei che nei negozi in futuro non ci fossero nemmeno pesci riprodotti nelle grandi farm all'estero, che per arrivere in vetrina vengono allevati e trasportati in condizioni disumane, ma che vengano commercializzati pesci allevati e riprodotti in cattività "a Km 0" cioè il più vicino possibile al luogo di vendita... da allevamenti italiani, ad esempio, ma anche da appassionati... i pesci riprodotti "in casa", cioè non in batteria, per ottenerne il maggior numero possibile, ma in modo da ottenerli il più sani e robusti possibile, dovrebbero essere comprati dai negozianti a prezzo pieno, come li pagherebbero ai loro fornitori, e messi in negozio al posto d'onore, per essere rivenduti come pesci più sani e robusti, appunto, degli altri...

Invece, spesso i negozianti a chi porta loro dei pesci nati nelle proprie vasche, danno una miseria, rispetto a quello che li pagherebbero ai fornitori, o danno un "premio" irrisorio, come un barattolo di mangime in scadenza, i più tanti non danno assolutamente nulla, anzi fanno passare (e pesare) come un "favore" il fatto che li prendono, perchè hanno le vasche piene, perchè potrebbero portare malattie, ecc...

Sono pochissimi quelli che si rendono conto che chi porta pesci in negozio porta una ricchezza, e cercano di tenerselo "amico" per avere sempre pesci sani e robusti da vendere...

Associazione Italiana Acquario Mediterraneo sticky icon

AIAM - Associazione Italiana Acquario Mediterraneo

Per chi conosceva già il sito dell'AIAM, l'Associazione Italiana Acquario Mediterraneo, o per chi è interessato all'acquario mediterraneo e cerca un ottimo punto di partenza, segnalo che il sito dell'associazione ha cambiato indirizzo: si trova adesso su http://www.aiamitalia.it/

In realtà non mi intendo per nulla di mediterraneo, però ho apprezzato molto la pagina dei weblink, molto nutrita e con collegamenti molto interessanti, anche per il dolce, e soprattutto spiegati bene, senza dover cliccare alla cieca :-)

Video di biotopi naturali sticky icon

Ho scoperto oggi grazie al blog Il Percomorfo il canale youtube di Heiko Bleher, una incredibile risorsa di filmati sui pesci ripresi nel loro ambiente naturale: consiglio a tutti di farci una visitina :-)

Importazione illegale di pesci sticky icon

Su it.hobby.acquari è stato oggi segnalato un video interessante, sui rischi e pericoli non solo per i pesci ma anche per gli umani dell'importazione illegale di pesci tropicali (non che quella legale sia meno esente da rischi)
Ecco il video:

Ed ecco il commento al video di Maughe:

Hanno scoperto l'acqua calda.
Credo che comunque potrebbero fare piu' "scandalo" se stessero una giornata in un negozio di acquari a vedere chi sono i clienti piu' comuni. Allora si che potrebbere dire "poveri pesci". Ma in quel modo andrebbero contro a troppi interessi e perderebbero ascolti :-)

Come non essere d'accordo? :-)

Progetto KoalAcquario 2010 sticky icon

KoalAcquario

Vi segnalo un bellissimo progetto del CIR: “KoalAcquario”, progetto pilota nell'ambito dell'iniziativa "ScuolAcquario" (per la diffusione dell'acquariofilia nelle scuole), gestito dai membri del CIR in collaborazione con le insegnanti di classe, per far conoscere ai bambini l'acquariofilia, come si gestisce un acquario, attraverso l'allevamento dei Pelvicachromis pulcher. Come scelta a me sembra ottima, i pelvica sono robusti, interessanti, e vedere come curano gli avannotti è uno spettacolo impagabile :-)

Riproduzione dei pesci palla sticky icon

Tetraodon suvattii avannotto - Foto di Ian Jefferies, AKA Rocker (The Puffer For

Avannotto di Tetraodon suvattii - Foto di Ian Jefferies, AKA Rocker (The Puffer Forum)

Sto aggiornando le pagine relative alle specie di Tetraodon presenti nel sito, aggiungendo alcune specie ta le molte che mancavano, e ho aggiunto quelle per cui ho scoperto esserci dei resoconti di riproduzioni avvenute in acquario, coronate da successo o no.

Infatti nel miglior forum in inglese dedicato ai pesci palla, i "Puffers", c'è una sezione dedicata alla riproduzione, dove sempre più persone annunciano tentativi di riproduzione o riproduzioni vere e proprie coronate da successo... E questo, per delle specie che ancora oggi vengono catturate in natura, è un grande passo avanti...

Celestial Pearl Danio sticky icon

Danio margaritatus - Foto di Chris Lukhaup (Crusta 10)

Uno splendido gruppo di Danio margaritatus, le "Galaxy rasbora" - Foto di Chris Lukhaup (Crusta 10)

Vai alle pagine sui
Danio margaritatus

Segnalo un articolo di Practical FishKeeping dal titolo "Celestial pearl danio - the small fish that made it big!", che ripercorre la storia delle "Galaxy rasbora" da quando l'acquariofilo thailandese Kamphol Udomritthiruj le ha esportate per la prima volta facendole conoscere al mondo occidentale, alle vicissitudini tassonomiche di nomenclatura, da rasbora, a microrasbora, al 2007 quando Tyson Roberts le descrisse scientificamente sotto il nome scientifico di Celestichthys margaritatus, a quando finalmente Kevin Conway, nel 2008, li ascrive al genere Danio, con il nome di Danio margaritatus, ottenendo i consensi degli altri studiosi, in quanto non poteva considerarsi un nuovo genere.