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Le Piante Acquatiche: Tutto Quello Che...
Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere... I messaggi più interessanti tratti da it.hobby.acquari
Non finirò mai di ringraziare tutti i partecipanti di it.hobby.acquari per il contributo che danno alla crescita dell'acquariofilia, e soprattutto Walter Peris, visto che per ora le risposte più interessanti che ho trovato provengono quasi tutte da lui... visitate subito il suo sito! :-)
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Quando le piante vanno a nanna...
- Nicola
- Avrei una domandina da porre agli specialisti di fisiologia delle piante... Osservo da tempo che praticamente tutte le piante del mio acquario assumono la posizione di riposo (si chiudono) almeno un'ora prima che si spenga la luce. La cosa mi preoccupa un po' visto che in particolare le Hygrophila difformis e le Alternanthera reineckii fanno non poca fatica a crescere come dovrebbero. Mi stanno forse tentando di dire che illumino troppo a lungo (10 ore)? O mi trovo forse di fronte ad uno scompenso nell'equilibrio delle sostanze nutritive? Oppure tutte e due le ipotesi, la seconda in conseguenza della prima?
- Walter Peris
- La cosa NON deve affatto preoccuparti. Ogni pianta, esattamente come te, ha un suo orologio biologico interno che le dice quando deve iniziare e quando deve smettere di lavorare. Questi tempi sono differenti per ogni specie di pianta (sono dette longidiurne quelle piante che chiedono un periodo di luce più lungo di uno di riposo, e brevidiurne quelle che si comportano al contrario).
Spesso, è proprio la modifica stagionale di questi periodi che induce le fioriture, accompagnate dalle variazioni di altezza delle acque in cui vivono.
Per cui, è un comportamento del tutto normale.
Molte piante lo fanno vedere (anche le Limno si comportano così), altre no. - > Mi stanno forse tentando di dire che illumino troppo a lungo (10 ore)?
Sì, ma devi anche vedere cos'altro hai in vasca....
10 ore non sono mica tante.... - > O mi trovo forse di fronte ad uno scompenso nell'equilibrio delle sostanze nutritive?
Assolutamente no.
I problemi nutrizionali li mostrano in altri modi....
La Temperatura
- Stefano Palmisani
- Per quale motivo una pianta vive bene a 24°/25°C e non a 27°/28°C???? Me lo sono sempre chiesto...ma non lo ho mai capito!!!!!
- Roberto Morelli
- La temperatura dell'acqua influisce in misura determinante sul metabolismo delle piante e quindi, in particolare, dalla temperatura circostante dipende molto la fotosintesi delle piante.
Ogni pianta ha un "range" della temperatura in cui può vegetare. Sopra e sotto il massimo ed il minimo di questi valori la pianta smette di crescere.
L'Egeria densa, ad esempio, vegeta (cioè vive) in temperature comprese tra lo 0°C (limitatamente ai periodi invernali) ed i 30° gradi.
Entro questi limiti, più la temperatura aumenta più sarà accelerata la crescita della pianta. Ma ciò non accade in maniera lineare perché per ogni specie, dopo aver raggiunto un apice caratteristico, la crescita rallenta fino a fermarsi.
Il valore di temperatura in cui la pianta ha il maggior sviluppo di crescita si chiama "optimum termico".
L'optimum termico per l'Egeria densa risulta essere compreso tra 20°C e 24°C.
La pausa nelle ore di luce
- Carmine
- Spegnere la luce per 2 ore al pomerigio contro le alghe
- Ho sentito dire che interrompere l'accensione delle lampade di 2 ore verso il pomerigio aiuta a combattere le alghe, mentre le piante non ne soffrirebbero es. dalle 10 alle 15 accese, dalle 15 alle 17 spente e dalle 17 alle 21 accese, una cosa del genere l'ho letta anche sul libro Atlante di Aquarium. Secondo voi serve?
- Aietes
- in realta' non e' cosi' campata in aria l'idea, nascendo dalla osservazione che, durante il periodo delle pioggie, si possano avere "oscuramenti" frequenti e importanti del sole (tipo da noi con un bel temporalone estivo).
Da quella osservazione sono nate alcune mode, talune suggerendo di spegnere l'acquario tutto il giorno una volta a settimana, altre simili a quella che hai trovato tu.
Ma comunque la maggior parte degli autori (e anche qui nel NG mi pare) ritiene che non sia nemmeno lontanamente pensabile/consigliabile di effettuare alcuno di questi "giochetti" in acquario. - Walter Peris
- > in realta' non e' cosi' campata in aria l'idea, nascendo dalla osservazione che, durante il periodo delle pioggie, si possano avere "oscuramenti" frequenti e importanti del sole (tipo da noi con un bel temporalone estivo).
Ti prego...
Non riprendere le patetiche scuse inventate per giustificare una cazzata. - Ora, come ogni 1/2 anni, da almeno 15, mi tocca rispiegare la storia perche' non avete voglia di sbattervi a usare google. Questa volta me la salvo, cosi', la prossima, mi limitero' a un copia/incolla.
- Questa idiozia l'ha inventata Dennerle, inutile nascondersi dietro un dito.
La sua filosifia di marketing (perche' tale e') si basa sull'acquario riducente.
Dato che, quando decise di entrare in commercio, si andava a scontrare con un altro colosso tedesco, Dupla, doveva trovare qualcosa di molto diverso, per non creare un inutile doppione che il mercato, piu' preparato ed esigente di quello italiano, avrebbe rifiutato.
Dupla basava tutta la sua filosofia sull'acquario ossidante; ovvio che il nuovo arrivato dovesse schierarsi dalla parte opposta.
Prese l'idea del cavetto, modificando anche questo, e della CO2 e cambio' tutte le altre carte in tavola. Ovviamente, per giustificare la sua teoria, dovette immettere sul mercato anche nuove idee, pazienza se sbagliate o incomplete o indimostrate e indimostrabili; quel che contava era che fossero "nuove" e "rivoluzionarie".
La sua idea base, poi rivelatasi una gran cazzata, era che le piante assorbissero SOLO ferro ridotto, mentre le alghe preferivano quello ossidato (toh, Dupla, beccati questa!).
Quindi, lui sosteneva che per avere piante in salute e nessuna alga fosse necessario tenere un ambiente riducente in vasca.
Chi e' il principale responsabile dell'ossidazione?
L'ossigeno, ovviamente. E cosi', l'ossigeno divenne il principale accusato per tutti i mali degli acquari (e, indirettamente, Dupla). Chiaramente, non poteva eliminarlo del tutto (i pesci come sarebbero sopravvissuti?); quindi, decise di stabilire un limite e tenerlo sotto quel valore. - Il suo metodo, quindi, si basava su:
- filtrazione lentissima, che creasse poco movimento d'acqua (forte movimento = scambio gassoso = ossigeno dall'aria all'acqua);
- fondo fertilizzato con scarso flusso di acqua, che possa portare nutrineti in acqua (il che porta ad avere un cavetto debolissimo, al contrario di quello Dupla. In questo caso, favorisce i meccanismi di demolizione batterica nel fondo, giustificata al mondo con l'altra cazzata dei piedi freddi);
- CO2 (e qui, non poteva farne a meno);
- materiali in plastichetta scrausa, per tenere un prezzo inferiore a quello del concorrente;
- e, udite udite!, interruzione del flusso luminoso per un paio d'ore al giorno.
- Perche'?
Giustificazione ufficiale per il popolo bue:
ai tropici ci sono le piogge di mezzogiorno e la luce cala (peccato che, anche con la pioggia, ai tropici ci sia 10000 volte piu' luce che in un acquario e che non piova tutto il santo anno. Ma tant'e'...). - Vero motivo:
bloccare a meta' giornata, sul culmine, la fotosintesi delle piante e, quindi, la produzione di ossigeno, in modo da tenerlo al di sotto di quello che lui considerava un limite "pericoloso" per le condizioni riducenti delle sue vasche (troppo ossigeno = condizioni riducenti in vacca). - Da questo, tutti i soggetti coinvolti nel mondo acquariofilo ignoranti e/o in malafede, diffusero il suo verbo come l'unico in grado di garantire vasche sane e belle.
Nel corso degli anni, la sua idea si e' rivelata del tutto infondata e mi manda in bestia il fatto che ci sia ancora qualcuno disposto a riproporla come novita' all'alba del terzo millennio.
Questa e' la vera storia del "buco di luce". - Ah, giussto per la cronaca, l'idea venne ripresa anche da un esimio giapponese che pero', essendo un po' piu' furbo, la trasformo' a modo suo; lui, invece che interrompere il periodo luminoso, insufflava un gas inerte in acqua (argon, dato che l'elio era irreperibile in Giappone, per motivi strategici) per allontanare l'ossigeno in eccesso.
- E questo e' quanto.



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